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INTERPELLANZA
URGENTE 2/01547
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura : 14
Seduta di annuncio : 619 del 03/05/2005
Firmatari:
Primo firmatario: RUZZANTE PIERO
Gruppo: DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
Data firma: 03/05/2005
Cofirmatari
PISA SILVANA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
VALPIANA TIZIANA
RIFONDAZIONE COMUNISTA
03/05/2005
SPINI VALDO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
MATTARELLA SERGIO
MARGHERITA, DL-L'ULIVO
03/05/2005
LANDI DI CHIAVENNA GIAN PAOLO
ALLEANZA NAZIONALE
03/05/2005
RIVOLTA DARIO
FORZA ITALIA
03/05/2005
MANTOVANI RAMON
RIFONDAZIONE COMUNISTA
03/05/2005
LETTIERI MARIO
MARGHERITA, DL-L'ULIVO
03/05/2005
INNOCENTI RENZO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
GAMBINI SERGIO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
MARIANI PAOLA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
BOLOGNESI MARIDA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
BOVA DOMENICO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
MARIANI RAFFAELLA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
LUCIDI MARCELLA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
LUCA' MIMMO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
CRUCIANELLI FAMIANO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
BIELLI VALTER
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
GUERZONI ROBERTO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
GIACCO LUIGI
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
ZANOTTI KATIA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
OTTONE ROSELLA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
RAVA LINO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
RANIERI UMBERTO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
SERENI MARINA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
SEDIOLI SAURO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
PREDA ALDO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
SANDI ITALO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
STRAMACCIONI ALBERTO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
MARTELLA ANDREA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
LUONGO ANTONIO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
NIEDDU GONARIO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
CARLI CARLO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
LUMIA GIUSEPPE
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
PINOTTI ROBERTA
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
03/05/2005
RAFFALDINI FRANCO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
04/05/2005
CHIANALE MAURO
DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO
05/05/2005
Destinatari:
Ministero destinatario :
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - PARI OPPORTUNITA'
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere e data delega :
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - PARI OPPORTUNITA' 03/05/2005
TESTO INTERPELLANZA
Interpellanza urgente 2-01547
presentata da PIERO RUZZANTE martedì 3 maggio 2005 nella seduta
n.619
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per le pari opportunità,
il Ministro degli affari esteri, il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, per sapere - premesso che:
sono passati 18 anni dalla tragedia della centrale nucleare di Chernobyl
in Ucraina che, oltre ad interessare il territorio circostante, ha generato
una nube radioattiva che ha investito principalmente il territorio della
Bielorussia, che ha assorbito il 70 per cento del fall-out radioattivo,
vedendo contaminato il 23 per cento del territorio nazionale con danni
provocati alla salute di 2,5 milioni di persone tra i quali più
di mezzo milione di bambini;
ancora oggi in Bielorussia persistono effetti devastanti sotto il profilo
sanitario;
si registra un forte aumento dei casi di cancro tiroideo tra i bambini
(nella zona più contaminata sino a 100 volte e, nel 95 per cento
dei casi si tratta di tumori invasivi, con un incidenza che è passata
da 0,3 a 11 casi ogni 100.000 abitanti, arrivando nel 1997 ad un totale
di 574 casi tra i bambini, rispetto agli 8 casi registrati tra il 1974
e il 1985, cioè prima dell'incidente alla centrale nucleare), il
cancro ai polmoni è passato da 6 a 7,5 casi ogni 100.000 persone,
il tumore della vescica è passato da 5,5 a 10,7 casi ogni 100.000;
la situazione di cui ai punti precedenti ha generato un vero e proprio
disastro sociale ed economico in Bielorussia, (le conseguenze della catastrofe
continuano ad impegnare annualmente il 10 per cento della spesa pubblica)
accompagnato da un altissimo tasso di abbandono di minori presso istituti
e orfanotrofi;
da circa 20 anni, diverse associazioni e comuni italiani organizzano ogni
estate l'ospitalità per il risanamento, presso famiglie italiane,
di bambini provenienti dalle zone di Chernobyl con l'obiettivo di diminuire
l'esposizione alla radioattività (oltre 400.000 bambini sono costantemente
sottoposti a particolari controlli medici);
nel caso di bambini abbandonati ed ospitati presso istituti per orfani,
questo rapporto ed inserimento nelle famiglie italiane ha generato il
desiderio di dare una famiglia definitiva a questi bambini e molte coppie
italiane hanno utilizzato o intendono utilizzare la legge che prevede
la possibilità per una coppia di intraprendere l'iter di una adozione
secondo quanto disposto dalla legge di ratifica della convenzione dell'Aja
del 29 maggio 1993 (ratificata con legge n. 476 del 1998);
dal 1991 ad oggi sono 2285 i bambini bielorussi adottati da coppie italiane;
sono circa 35000 le famiglie italiane che con un grande senso di solidarietà
e di disponibilità ospitano nelle loro case per 1 o 2 mesi d'estate
e per i mese d'inverno bambini bielorussi nessun altro paese europeo ha
garantito un senso così elevato di solidarietà verso il
popolo bielorusso, i bambini e le loro famiglie;
negli ultimi 13 anni l'Italia ha ospitato più di 300.000 bambini
bielorussi provenienti dalle zone colpite da Chernobyl, questo processo
ha coinvolto più di 2 milioni di cittadini italiani residenti in
tutte le aree geografiche;
in molti casi i bambini ospitati sono bimbi abbandonati o sottratti alle
famiglie di origine per maltrattamenti subiti;
molti di questi bambini hanno un'età elevata (sopra i 10 anni)
e in alcuni casi risiedono ormai da parecchi anni negli internati (istituti
minorili); molte associazioni e comuni italiani hanno «adottato»
gli istituti dai quali provengono i bambini ospitati ed inviano costantemente
aiuti sia sotto il profilo sanitario e farmacologico sia come sostegno
alle attività didattiche, culturali, sia dal punto di vista logistico
creando le condizioni igienico sociali e sportive per una miglior qualità
dei plessi scolastici;
a dimostrazione dei positivi rapporti diplomatici in questi giorni è
stata data risposta positiva ad una richiesta del Governo della Bielorussia
volto a revocare la disposizione della nostra Ambasciata circa l'obbligo
di apostilla sulle autorizzazioni dei rappresentanti legali dei bambini
bielorussi che vengono in Italia con i progetti umanitari per il risanamento;
nonostante questa ennesima prova di disponibilità da circa 7 mesi
cioè dal 6 ottobre 2004 (come già è accaduto in passato)
sono bloccate le procedure di adozione con la Bielorussia;
la situazione generatasi (con le conseguenti ripercussioni emotive innanzitutto
sulle bambine e i bambini bielorussi, in secondo luogo sulle famiglie
italiane) rischia di ostacolare le centinaia di richieste di adozione
inoltrate in questi ultimi anni e il rapporto di amicizia dell'Italia
con la Bielorussia che ha visto anche sulla base degli accordi intergovernativi
la realizzazione di programmi di scambi giovanili negli anni 2002-2003
-:
quali siano le iniziative che il Governo italiano ha adottato per riaprire
i percorsi adottivi con la Bielorussia;
se, vista la particolarità dei rapporti di oltre 35.000 famiglie
italiane e relativi comuni e associazioni con bambini istituti e famiglie
bielorusse, il Governo non ritenga opportuno avviare rapporti bilaterali
con la Bielorussia tesi, da un lato, a garantire rapporti di più
forte collaborazione e di sostegno preventivo alle famiglie ed alle autorità
bielorusse mettendo a disposizione le relative somme sufficienti a ridurre
od evitare l'abbandono dei minori, dall'altro, a riaprire le adozioni
con il nostro Paese viste le 400 domande in attesa e le altre in fase
di definizione che riguardano essenzialmente bambini già grandi
che da anni risiedono negli istituti perché non hanno trovato famiglie
in Bielorussia e in alcuni casi con problemi di salute;
se non ritenga il Governo, dopo la visita del 16 e 17 dicembre della Presidente
della Commissione Adozioni Internazionali dottoressa Cavallo, (visita
che aveva riaperto le speranze, anche se a distanza di quattro mesi nulla
è purtroppo successo) di organizzare una visita ufficiale in Bielorussia
per discutere con le autorità locali la situazione e stabilire
assieme un percorso di riapertura dei rapporti in materia di sostegno
ai minori e adozioni;
quali iniziative e rapporti bilaterali il Governo italiano stia realizzando
non solo per garantire sulle adozioni internazionali con la Bielorussia
un percorso di continuità ma anche tempi più rapidi, a partire
dai bambini più grandi di età già legati affettivamente
alle famiglie italiane viste le particolari condizioni di salute e i rischi
connessi all'esposizione alle radiazioni che, come ricordato in premessa,
aumentano sensibilmente nei bambini.
(2-01547)
«Ruzzante, Pisa, Valpiana, Spini, Mattarella, Landi di Chiavenna,
Rivolta, Mantovani, Lettieri, Innocenti, Gambini, Paola Mariani, Bolognesi,
Bova, Raffaella Mariani, Lucidi, Lucà, Crucianelli, Bielli, Guerzoni,
Giacco, Zanotti, Ottone, Rava, Ranieri, Sereni, Sedioli, Preda, Sandi,
Stramaccioni, Martella, Luongo, Nieddu, Carli, Lumia, Pinotti, Raffaldini,
Chianale».
Seduta n. 621 del 5/5/2005
Stenografico Aula in corso di seduta
Si riprende la discussione delle interpellanze urgenti.
(Iniziative per riaprire i percorsi adottivi con
la Bielorussia - n. 2-01547)
PRESIDENTE. L'onorevole Ruzzante ha facoltà di
illustrare la sua interpellanza n. 2-01547 (vedi l'allegato A - Interpellanze
urgenti sezione 8).
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, per
inquadrare il tema contenuto in quest'interpellanza, e prima di introdurre
gli interrogativi che porrò al Governo, attraverso il ministro
Prestigiacomo, vorrei fare una breve premessa. Vi è una grande
amicizia che lega il popolo italiano a quello bielorusso. Tale amicizia
nasce principalmente in seguito alla tragedia di Chernobyl del 1986. Tra
l'altro, da pochi giorni è trascorso il diciannovesimo anniversario
di tale tragedia. Il fallout radioattivo investì il 70 per cento
del territorio della Bielorussia, che fu il paese più colpito,
nonostante la centrale nucleare di Chernobyl si trovasse nella Repubblica
dell'Ucraina. Il 23 per cento del territorio bielorusso rimase fortemente
contaminato: sono stati provocati ingentissimi danni alla salute della
popolazione bielorussa; due milioni e mezzo di cittadini sono stati colpiti
dalle radiazioni e, tra di essi, vi sono 500 mila bambini, con una incidenza
fino a cento volte superiore per il cancro tiroideo rispetto al periodo
precedente l'esplosione della centrale di Chernobyl.
Ovviamente, è stata fortemente colpita anche l'economia nazionale
di tale paese: ancora oggi più del 10 per cento della spesa pubblica
della Bielorussia è impegnata per fronteggiare le conseguenze della
tragedia Chernobyl. A tale tragedia seguì una grande gara di solidarietà
da parte di tutto il mondo, in particolar modo dell'Europa. L'Italia è
stata ai primi posti in questa gara di solidarietà, attraverso
forme di aiuti economici, collaborazioni di strutture ospedaliere nei
confronti degli istituti per i minori, in particolare da parte di molti
enti locali. Agli aiuti economici è successivamente seguita un'altra
gara di solidarietà, avente ad oggetto l'ospitalità dei
bambini bielorussi in Italia per periodi di uno, due o tre mesi. Obiettivo
di questa ospitalità era ridurre l'esposizione alle radiazioni
nucleari per i bambini bielorussi, che erano i più esposti ed i
più a rischio, a causa della presenza di tali forme di radioattività
particolarmente elevate. Anche quest'anno 35 mila bambini bielorussi saranno
ospitati dalle famiglie italiane per il risanamento.
Le analisi epidemiologiche hanno, infatti, dimostrato l'utilità
e l'importanza della presenza dei bambini, anche per alcuni mesi, in territori
non contaminati dalle radiazioni.
Negli ultimi 13 anni, l'Italia ha ospitato più di trecentomila
bambini provenienti dalle zone di Chernobyl: in maggioranza, si tratta
di bimbi di famiglie bielorusse, ma una notevole percentuale di essi sono
bambini che risiedono negli internati, negli istituti per gli orfani o
per i bambini abbandonati o sottratti alle famiglie, a causa dei maltrattamenti
ricevuti.
Questa gara di solidarietà ha coinvolto diversi soggetti: enti
locali, comuni, regioni, associazioni di volontariato, organizzazioni
economiche ed aziende ospedaliere. Si calcola siano circa tra 2 e 3 milioni
i cittadini, residenti in tutte le aree geografiche del nostro paese,
che sono stati, in qualche modo, coinvolti o compartecipi in questa gara
di solidarietà. Nessun altro paese europeo ha avuto un livello
di coinvolgimento analogo a quello dell'Italia.
Basti pensare che dal 1991 sono state circa 2.285 le adozioni di bambini
bielorussi in paesi esteri e più della metà di queste hanno
riguardato famiglie italiane. Questa è la dimostrazione del livello
dei rapporti fra Italia e Bielorussia nel corso di questi anni.
Questi sono, in sintesi, i motivi che legano in maniera del tutto particolare
il popolo italiano a quello bielorusso. Quando si ospita una bimba o un
bimbo bielorusso - lo affermo anche per esperienza diretta - si crea un
legame affettivo con l'intero popolo bielorusso. Credo che anche la presenza
in quest'aula dell'ambasciatore e del console della Bielorussia (li ringrazio
per essere qui) siano la dimostrazione del particolare legame affettivo
tra i nostri paesi.
Fatta questa doverosa premessa, vengo ad esporre i motivi dell'interpellanza,
sottoscritta non solo da deputati dell'opposizione, ma anche da alcuni
colleghi della maggioranza.
Dal 6 ottobre 2004 (ossia, da circa sette mesi) si è creata una
situazione di stallo e di rallentamento relativamente alle adozioni internazionali
con la Bielorussia. Oltre 400 domande sono depositate e molte altre domande
nominative sono in fase di definizione. Tengo a sottolineare al ministro
Prestigiacomo, che conosce bene la materia delle adozioni, che la gran
parte di queste domande di adozione riguardano principalmente bambini
già grandi, con età compresa fra gli 8 e i 14 anni, che
da anni risiedono negli orfanotrofi e che, in alcuni casi, presentano
anche problemi di salute. Sono bambini che hanno già costruito,
nella stragrande maggioranza, un rapporto solido con le famiglie italiane.
Vengo ora alle domande che rivolgo al ministro Prestigiacomo. Innanzitutto,
chiedo quali siano le iniziative che il Governo italiano ha adottato per
riaprire i percorsi adottivi con la Bielorussia.
In secondo luogo, chiediamo - vista la particolarità dei rapporti,
che ho cercato di descrivere in premessa, di oltre 35 mila famiglie italiane
e relativi comuni e associazioni con bambini, istituti e famiglie bielorusse
- se il Governo non ritenga opportuno avviare rapporti bilaterali con
la Bielorussia, tesi, da un lato, a garantire rapporti di più forte
collaborazione e di sostegno alle famiglie ed alle autorità bielorusse,
per ridurre od evitare l'abbandono dei minori, e, dall'altro, ad accelerare
le adozioni con il nostro paese.
Si chiede, poi, se il Governo non ritenga, dopo la visita, effettuata
nei giorni del 16 e 17 dicembre 2004, della presidente della commissione
adozioni internazionali, dottoressa Cavallo (visita che aveva riaperto
le speranze, anche se, a distanza di quattro mesi, nulla purtroppo è
successo nella direzione del rapporto per le adozioni), di dovere organizzare
una visita ufficiale in Bielorussia per discutere con le autorità
locali la situazione e stabilire assieme un percorso di riapertura dei
rapporti in materia di sostegno ai minori e di adozioni.
Infine, si chiede quali iniziative e rapporti bilaterali il Governo italiano
stia realizzando per garantire sulle adozioni internazionali con la Bielorussia
non solo un percorso di continuità, ma anche tempi più rapidi,
a partire dai bambini più grandi in termini di età, già
legati affettivamente alle famiglie italiane, viste anche le particolari
condizioni di salute e i rischi connessi all'esposizione alle radiazioni,
che aumentano sensibilmente nei bambini.
Vorrei, infine, rassicurare che su questo tema, visto che sono in gioco
i legami e gli effetti dei bambini, vi è una piena e totale disponibilità
da parte dell'opposizione a collaborare. Credo che l'interpellanza, sottoscritta
da parlamentari di entrambi gli schieramenti, ne sia la concreta dimostrazione.
Ritengo che trovare una positiva e rapida soluzione sia, innanzitutto,
interesse dei bambini e risponda ai criteri sanciti da questo Parlamento
nelle proprie leggi e nelle proprie risoluzioni, che hanno sempre posto
il tema dei bambini al centro della nostra azione politica.
PRESIDENTE. Il ministro per le pari
opportunità, onorevole Prestigiacomo, ha facoltà di rispondere.
STEFANIA PRESTIGIACOMO, Ministro per
le pari opportunità. In ordine all'interpellanza presentata dall'onorevole
Ruzzante e sottoscritta da altri parlamentari, si rappresenta che l'Italia,
così come confermava lo stesso onorevole Ruzzante nella sua illustrazione,
ha sempre avuto un rapporto privilegiato con la Bielorussia. A differenza
degli altri Stati europei, che subito dopo il disastro di Chernobyl si
aprirono all'accoglienza e poi, con il passare degli anni, hanno notevolmente
diminuito il flusso di minori accolti (come, ad esempio, la Spagna e la
Germania), il nostro paese ha mantenuto fermo il flusso originario, tant'è
vero che negli ultimi anni si rileva una media costante di 28 mila ingressi.
In ordine a tali flussi, la competenza è del Ministero del welfare.
Questo ministro ha la delega politica per le adozioni internazionali e,
pertanto, ha seguito in modo ravvicinato l'andamento delle procedure presentate
dalle nostre coppie e sollecitato l'intervento della Commissione per le
adozioni internazionali al fine della loro ripresa quando se ne è
registrato, nel novembre 2004, il forte rallentamento, fino al blocco
definitivo del dicembre 2004.
È opportuno premettere che la maggior parte dei bambini bielorussi
adottati sono bambini precedentemente accolti nell'ambito dei percorsi
di risanamento e poi richiesti in adozione dalle coppie affidatarie. Dalla
data di inizio del funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali,
16 dicembre 2000, a tutt'oggi le adozioni dalla Bielorussia sono state
821 (9 nel 2000, 147 nel 2001, 185 nel 2002, 254 nel 2003 e 226 del 2004).
Nel 2005 non è stato autorizzato alcuni ingresso. Tutti questi
bambini hanno manifestato problemi di salute più o meno seri.
La ragione del blocco risiede nella nuova politica della Bielorussia in
ordine alle adozioni internazionali. La svolta è stata segnata
dalla presa di posizione del Presidente Lukashenko, il quale, in data
6 ottobre 2004, ha tenuto un discorso molto chiaro riferendosi ai percorsi
di risanamento e a tutti i paesi di accoglienza. Si tratta, dunque, di
una decisione presa al più alto livello politico e molto forte,
che riguarda tutti gli Stati con i quali, sino a quella data, la Bielorussia
aveva mantenuto rapporti in materia di adozione o accoglienza umanitaria.
Tale discorso è stato tenuto durante la cerimonia per la firma
della deliberazione sul referendum repubblicano su «La protezione
dei diritti dei bambini e dei giovani». Il Presidente Lukashenko
ha dichiarato che «sarebbero state introdotte norme tese, da una
parte, a responsabilizzare maggiormente i genitori nella gestione della
potestà parentale e, dall'altra, a creare una rete di sostegno
intorno ai bambini e ai giovani fino al raggiungimento della maggiore
età, perché siano loro assicurati i percorsi di vita sani
ed operosi per una sistemazione lavorativa in patria, evitando così
l'inquinante contatto con l'estero».
Cito letteralmente le parole del Presidente, il quale ha altresì
dichiarato che il fenomeno dei soggiorni per risanamento avrebbe dovuto
azzerarsi e che ogni provvedimento autorizzatorio, sia per l'adozione
sia espatrio temporaneo, avrebbe dovuto recare la firma del ministro della
pubblica istruzione perché i paesi stranieri hanno reso i bambini
in Bielorussia che hanno sperimentato percorsi di risanamento «dei
consumatori elevati al quadrato». Egli, rivolgendosi ai politici
stranieri, ha chiesto che, ove davvero vogliano sostenere bambini Bielorussia,
portino direttamente in Bielorussia il loro aiuto.
La missione a Minsk, effettuata il 16 dicembre 2004 dalla Presidente della
Commissione, consigliere Carmela Cavallo, e dal consigliere diplomatico
Ombretta Pacilio, è stata finalizzata ad accertare, da una parte,
quale futuro sarebbe stato riservato alle procedure di adozione in corso
e, dall'altra, a rappresentare la particolare disponibilità nel
corso di quasi vent'anni dell'Italia in relazione all'accoglienza; tale
posizione avrebbe potuto giustificare un diverso orientamento nei confronti
del nostro paese.
La viceministro della giustizia, onorevole Kovalova, nell'incontro con
la delegazione italiana ha reso noto che erano allo studio dell'ufficio
legislativo del Ministero della pubblica istruzione modifiche alla normativa
sull'adozione e, marginalmente, anche alla legge sul diritto di famiglia.
Si è appreso così che le procedure di adozione instaurate
dalle coppie straniere - quale che sia il paese di provenienza - erano
state «differite», ovvero bloccate, dal 6 ottobre scorso.
Esse sarebbero riprese soltanto dopo l'introduzione delle modifiche richieste
dal Presidente Lukashenko.
Quanto rappresentato dalla viceministro ha trovato pieno riscontro negli
ingressi autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali
negli ultimi sei mesi dell'anno 2004 (41 a luglio, 11 ad agosto, 16 a
settembre, 33 ad ottobre, 10 a novembre, 0 dicembre). Nei primi quattro
mesi del 2005 la Commissione non ha autorizzato alcun ingresso. Si prevedeva
all'epoca come inizio del nuovo corso il mese di febbraio 2005, ma nulla
si è mosso. È stato comunque assicurato che la documentazione
già presentata dagli aspiranti genitori sarebbe stata fatta salva
e che quindi non andava ripetuta, ma avrebbe dovuto seguire il diverso
percorso procedurale previsto dalla nuova normativa.
La viceministro ha ulteriormente chiarito che sarebbero stati proposti
due percorsi procedurali, a seconda che si tratti di adozioni nominative
(cioè relative al bambino accolto e già noto) o, invece,
non nominative o generiche. La viceministro ha sottolineato che sarebbero
state verificate le attuali condizioni di vita di tutti i minori bielorussi
adottati all'estero a far data dal 1991 (si tratta di 2285 bambini). Sulla
situazione di tali minori avrebbe dovuto essere presentata un'apposita
relazione al Consiglio dei ministri bielorusso. La viceministro ha precisato
inoltre che il Ministero della pubblica istruzione avrebbe controllato
ogni procedura di adozione ed avrebbe dato un parere vincolante ed ancora
che la permanenza nella banca dati richiesta per un minore, affinché
possa essere dichiarato adottabile, sarebbe stata non più di sei
mesi, ma di un anno.
In riferimento ai report post adottivi, la viceministro ha dichiarato
che essi sarebbero stati richiesti per cinque anni, ma con cadenza annuale
e non più semestrale. È stato altresì ulteriormente
precisato che, ove si fosse trattato di adozioni nominative, la famiglia
avrebbe potuto fare una domanda iniziale al Ministero della pubblica istruzione,
non corredata da alcun documento, esclusivamente per conoscere se il minore
si trovi in situazione di adottabilità e solo nel caso si tratti
di minore abbandonato, e quindi adottabile, si sarebbe potuta inoltrare
la documentazione prevista.
La nuova normativa bielorussa in materia di adozioni internazionali è
entrata in vigore il 14 gennaio scorso. Essa è ispirata a criteri
restrittivi per quanto riguarda l'adozione internazionale, che assume
un più deciso di carattere di sussidiarietà, rispetto a
quella nazionale, ed è limitata ai soli casi di minori affetti
da patologie non curabili in patria. Ad oggi, tuttavia, pur non essendo
più le procedure ufficialmente sospese, permane una situazione
non chiara, mentre non vengono ancora accettate nuove domande di adozione;
anche le pratiche avviate prima dell'entrata in vigore della predetta
legislazione sono rimaste bloccate.
In particolare, in risposta a quesiti posti dall'interpellante, sintetizzo
quanto segue. In primo luogo, circa le iniziative che il Governo italiano
ha adottato per riaprire i percorsi adottivi con la Bielorussia, si evidenzia
che tali iniziative sono consistite nella richiamata missione a Minsk
svoltasi il 16 dicembre 2004, che ha avuto una ricaduta positiva in quanto
comunque sono stati chiariti i termini della questione ed illustrate le
nuove procedure. Va segnalato inoltre che la nostra ambasciata a Minsk
ha compiuto negli ultimi mesi numerosi passi per sensibilizzare il Governo
bielorusso sulla situazione di paralisi che si è venuta a creare
e per gli orientamenti di maggior chiusura che paiono profilarsi anche
in tema di soggiorni di risanamento.
Sono stati inoltre intensificati i rapporti con l'ambasciata di Bielorussia
in Italia. Approfitto per salutare il console e l'ambasciatore bielorussi,
che oggi assistono dalle tribune ai nostri lavori. Tutto ciò al
fine di ottenere la definizione a breve dei percorsi procedurali già
iniziati. I rapporti con le autorità bielorusse sono sempre stati
ottimi e si mantengono tali, ma è di tutta evidenza che non possono
superare una siffatta decisione politica. Essi assicurano però
un'informazione in tempo reale degli eventi ed una considerazione delle
istanze espresse dal nostro paese. È stata a più riprese
e a vari livelli manifestata la viva attesa italiana che le procedure
di adozione pendenti possano essere rapidamente portate a conclusione,
sulla base di convergenti considerazioni di giustizia ed umanitarie -
in particolar modo l'interesse dei bambini e le aspettative delle famiglie
italiane -, con un'adeguata valutazione di ordine politico da parte bielorussa,
nel quadro più generale delle relazioni tra i due paesi. Si è
chiesto pertanto all'ambasciatore bielorusso in Italia di sottolineare
alle autorità competenti la straordinaria valenza che i rapporti
umani hanno nel contesto delle relazioni bilaterali, e quindi l'importanza
di adoperarsi per preservarli.
In secondo luogo, quanto ai rapporti bilaterali di collaborazione e di
assistenza in loco con la Bielorussia, si fa presente che la Commissione
per le adozioni internazionali ha sottoscritto con il centro adozione
di Minsk ben tre protocolli per regolamentare le procedure di adozione
anche in relazione a quelle dei bambini accolti; ha congruamente finanziato
il progetto Zubrenok, finalizzato a riorganizzare una parte degli edifici
della vecchia colonia sovietica e per realizzare una casa famiglia adeguatamente
attrezzata ad ospitare 20 bambini, così da sottrarli ad un'istituzionalizzazione
protratta ed offrire loro una migliore qualità di vita.
Tale progetto prevede anche programmi di formazione professionale per
ragazzi e giovani madri, sostegno alle istituzioni locali per programmi
di affido familiare e finanziamento di progetti madre-bambino che consentano
di sviluppare e sostenere la responsabilità delle giovani madri.
In terzo luogo, per quanto attiene al quesito posto dall'interpellante
in merito ad una possibile visita ufficiale in Bielorussia, tenuto conto
del notevole numero delle procedure in corso con tale paese (458, di cui
205 nominative e 253 generiche) e nell'interesse superiore dei bambini
accolti, è intenzione di questo ministero mantenere costante il
dialogo con l'Autorità politica bielorussa, anche attraverso una
nuova missione, a contenuti non solo tecnici ma politici, ed ottenere
quel riconoscimento che la generosità manifestata in questi 20
anni dai cittadini italiani, da sempre attestata a tutti livelli, meriterebbe
rispetto agli altri paesi.
In quarto luogo, quanto ai tempi più rapidi sollecitati dall'interpellante
per le procedure dei preadolescenti e degli adolescenti, si sottolinea
come l'Italia può soltanto limitarsi a rappresentare alle competenti
autorità bielorusse i lunghi tempi di attesa, in quanto solo a
queste ultime spetta la valutazione di ogni singolo caso di adozione.
Infine, sembra a questo ministro doveroso concludere, ricordando all'onorevole
Ruzzante il principio fondamentale che già certamente conosce della
Convenzione de L'Aja, quello di sussidiarietà, in base al quale
l'adozione nei confronti di cittadini stranieri è l'ultima risposta
all'abbandono del bambino; il paese di origine deve trovare all'interno
del suo territorio le risorse adeguate per offrire a tutti i suoi bambini
una famiglia sostitutiva in loco, ove la famiglia naturale non possa essere
sostenuta, così da superare le problematiche da cui è attraversata.
Non può non essere, pertanto, condiviso in linea di principio il
progetto di vita che il presidente Lukashenko disegna per i bambini bielorussi.
È però necessario richiamare l'attenzione da parte della
Bielorussia a tenere in considerazione le esigenze psicofisiche di quei
bambini e di quegli adolescenti che già identificano nelle rispettive
famiglie italiane i loro riferimenti affettivi e, altresì, a considerare
che le modifiche legislative hanno bisogno di tempo, ma che tale tempo
non può pregiudicare la vita dei bambini. Sarà per questi
bambini e per le famiglie che manifestano disponibilità all'accoglienza
che noi ci batteremo, affinché ogni progetto familiare, in Bielorussia
come in qualsiasi altro paese, si possa realizzare in tempi ragionevoli.
Si rende noto, inoltre, all'onorevole Ruzzante che la Commissione per
le adozioni internazionali ha svolto una proficua attività di ricerca
sulle tematiche adottive ed è in corso la pubblicazione di un testo
dal titolo: «Da accolto a figlio» che tratta specificamente,
per la prima volta in Italia, la materia dell'adozione dei bambini accolti
nell'ambito dei percorsi di risanamento, presentando il fenomeno dai vari
punti di vista.
Si sottolinea, in conclusione, che l'Italia in questi ultimi anni ha notevolmente
ampliato il numero di nuovi paesi da cui provengono bambini e che il numero
dei bambini adottati nell'anno 2004 ha segnato un aumento di circa il
30 per cento rispetto all'anno 2003 ed, ancora, che non soltanto è
stato realizzato un maggior numero di adozioni, ma che la loro qualità,
in termini di correttezza e trasparenza, ha raggiunto livelli davvero
soddisfacenti, come testimoniato dalle autorità dei paesi di origine
alla Commissione per le adozioni internazionali.
Desidero, infine, ringraziare l'onorevole Ruzzante per il suo sincero
interesse nei confronti della materia delle adozioni internazionali e
mi auguro davvero che questo approccio, che non divide l'opposizione dalla
maggioranza su temi di questo tipo, possa continuare ad essere così
positivo anche durante l'esame del disegno di legge che interviene proprio
su tale materia, al fine di rendere ancora più fluida la procedura
delle adozioni internazionali e di dare una risposta, così come
afferma la Convenzione de L'Aja, la migliore possibile ad ogni bambino
del mondo.
PRESIDENTE. L'onorevole Ruzzante ha
facoltà di replicare.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, innanzitutto
vorrei ringraziare il ministro Prestigiacomo per la risposta non formale
e per l'attenzione dimostrata rispetto all'interpellanza; in particolar
modo, mi riferisco al tema dei rapporti con la Bielorussia, ma più
complessivamente anche al tema delle adozioni internazionali. La piena
disponibilità a ragionare e collaborare da parte dell'opposizione
non è dimostrata soltanto da questa interpellanza urgente; ad esempio,
sono notevoli i rapporti di interazione tra maggioranza e opposizione
anche all'interno della stessa Commissione per l'infanzia dove questi
temi sono stati più volte affrontati, spesso con giudizi e percorsi
unanimi. Credo che vi siano molti motivi di scontro in quest'aula e, se
possiamo fare qualcosa di positivo su un tema che riguarda i minori, in
qualsiasi parte del mondo essi si trovino, questa va assolutamente fatta.
Inoltre, la ringrazio anche per il tema delicato dei rapporti tra Italia
e Bielorussia, ricordando però come nei fatti si sia stabilito
un legame particolare: ogni anno in media 28 mila bambini sono ospitati
dalle famiglie italiane. Tale ospitalità coinvolge migliaia di
cittadini italiani e numerose comunità locali, da nord a sud, rappresentando
l'ennesima dimostrazione della generosità che questo paese da sempre
dimostra sui temi sociali.
Riguardo ai quesiti posti, mi dichiaro parzialmente soddisfatto. Non mi
riferisco tanto alla sua risposta, perché credo che potrò
dichiarare di esserlo definitivamente solo quando, dopo lo «zero»
dei primi quattro mesi, torneremo effettivamente a vedere i segnali di
una qualche apertura. Naturalmente questa passa anche attraverso i rapporti
bilaterali e ringrazio per aver dato disponibilità rispetto ad
un percorso che deve coinvolgere le parti tecniche (quindi la commissione
per le adozioni internazionali) ma anche il rapporto politico. Infatti,
credo che alcuni problemi possano essere risolti proprio a questo livello.
Anch'io ringrazio la nostra ambasciata a Minsk e l'ambasciata bielorussa
a Roma perché rappresentano il tentativo di lasciare aperto un
canale di dialogo, di rapporto e di confronto su queste tematiche. Credo
che entrambe le ambasciate capiscano perfettamente quanto sia stabile
ed importante il rapporto tra i due paesi, soprattutto tra le popolazioni.
È sicuramente importante il percorso di sussidiarietà da
lei richiamato; non lo contesto, perché per principio non contesto
le leggi degli altri paesi. Anzi, giudico un percorso positivo quello
che porta un maggior numero di bambini bielorussi a trovare una risposta
nell'ambito delle famiglie di quel paese.
Vorrei ricordare che nei percorsi di accoglienza in Italia e di rapporto
con la comunità bielorussa non solo vengono ospitati minori, ma
molte comunità locali hanno istituito una vera e propria «adozione
di istituti», realizzando palestre e dando vita ad iniziative che
hanno migliorato la qualità di vita nel paese di origine di questi
bambini. Credo che anche questo aspetto vada assolutamente sottolineato.
Infatti, nella mia interpellanza ho rimarcato quanto sarebbe importante
- e d'altra parte lei ha ripreso questo punto nella sua risposta - che
l'Italia aiutasse un paese che ha vissuto determinati problemi e determinate
difficoltà, generate principalmente dall'esplosione della centrale
nucleare di Chernobyl con percorsi di aiuto e sostegno, affinché
si trovino soluzioni in merito al problema dell'abbandono dei minori.
Infatti, non dimentichiamoci che il principio fondamentale della nostra
azione deve essere quella della salvaguardia dei minori.
Ma proprio perché vogliamo salvaguardare quei minori, e soprattutto
i loro legami e i loro affetti che si sono realizzati e creati in anni
di ospitalità da parte delle famiglie italiane, riteniamo debba
essere trovata una soluzione rispetto ai percorsi adottivi già
avviati e a quelli in fase di realizzazione.
Concludo, a nome delle numerose famiglie che leggeranno il resoconto di
questo dibattito nel sito della Camera, riportando il punto di vista di
una coppia fra le tante, che mi ha scritto in questi giorni un'e-mail:
«In questa sede - scrive tale coppia - non vogliamo giudicare la
correttezza delle decisioni del Governo bielorusso e delle sue ragioni,
né l'efficacia dell'operato delle istituzioni italiane. Noi vogliamo
solo far presente con forza che si sono create molte situazioni nelle
quali vi sono bambini che vogliono essere adottati e famiglie che li vogliono
adottare; che vi sono legami di affetto fortissimi tra questi bambini
e le rispettive famiglie; che davanti a questo problema non si possono
chiudere gli occhi e che alla situazione che si è creata si deve
dare una risposta di umanità, nell'interesse, in primo luogo, dei
bambini. Non possiamo credere che vi sia qualcuno, in Italia, in Bielorussia
e in qualsiasi parte del mondo, che non capisca che le domande di adozione
di questi bambini, che ci amano e che amiamo, non sono pratiche burocratiche,
da gestire secondo vincoli o convenienze politiche. Dietro queste pratiche
ci sono sentimenti, amore, lacrime, dolore, in qualche caso disperazione;
ci sono cuori che si spezzano; per noi ogni partenza di bambini non è
la fine di una vacanza, è la separazione dai nostri figli, e per
loro è la separazione dai propri genitori».
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