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16 Novembre 2007
COMUNICATI
COORDINAMENTO
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CAI
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Comunicato del Coordinamento Famiglie Adottanti
in Bielorussia
(25/1/2008)
Facciamo riferimento al risultato della missione svolta
dal Governo italiano in Bielorussia ed alla dichiarazione del Vice Ministro
Kovaliova, di una definitiva chiusura delle adozioni internazionali anche
verso l’Italia, per esprimere il profondo dolore e la profonda e
totale disapprovazione e delusione da parte delle famiglie italiane in
attesa di adozione.
La dichiarazione bielorussa, seppure coerente con una
realtà a tutti già evidente sulla base dei fatti, (35 adozioni
nel 2006- 14 adozioni nel 2007) formalizza la decisione di non voler rispettare,
nella sostanza e nella forma, gli accordi bilaterali sottoscritti con
l’Italia e soprattutto di non voler rispettare la volontà
e il profondo desiderio di centinaia di bambini e ragazzi bielorussi di
poter vivere e crescere nella “loro” famiglia italiana.
Tale dichiarazione rivela, inoltre, come le trattative
e gli accordi siglati dal 2005 ad oggi e le procedure di esame e riesame
delle pratiche effettuate in Bielorussia siano stati con molta probabilità,
solo una strategia dilatoria attuata al fine di sfiancare la determinazione
delle istituzioni e delle famiglie italiane, concedendo al contagocce
uno sparuto numero di adozioni, per le quali tuttavia, siamo felici di
aver lottato.
Le famiglie, invece, pur di fronte alle dichiarazioni
fortemente negative che giungevano dalla Bielorussia, hanno sempre creduto
in un reale dialogo e nella possibilità che anche da parte bielorussa,
potessero prevalere sugli ostacoli burocratici e gli interessi politici,
principi di solidarietà, rispetto reciproco e la tutela degli interessi
dei bambini coinvolti, soprattutto in ragione del legame profondo esistente
fra le famiglie italiane adottanti, accoglienti e il mondo del volontariato
solidale con le istituzioni e la società civile bielorussa.
Per questo continuiamo a ritenere assurdo e inaccettabile l’atteggiamento
bielorusso verso le adozioni internazionali ed in particolare verso quelle
600 adozioni che erano state iniziate prima del fatidico blocco del novembre
2004.
Non aver voluto dare seguito agli impegni presi con
l’Italia in questi anni ci sembra, infatti, una inutile crudeltà
che nulla di buono potrà portare alla Bielorussia, anche nel rapporto
fra le istituzioni e quei ragazzi ai quali si vuole pervicacemente negare
una famiglia.
Per questo chiediamo al Presidente Lukaschenko ed al
Governo Bielorusso di modificare l’orientamento assunto, di non
spegnere la speranza di questi ragazzi, di realizzare il loro desiderio
assicurandogli un futuro di amore e di riconoscenza verso il proprio paese
di origine, con ciò contribuendo anche a tenere vivo e fecondo
il rapporto speciale che unisce l’Italia e la Bielorussia.
Come Coordinamento siamo in attesa di conoscere le intenzioni
del Governo e della CAI relativamente agli esiti della missione ed al
rapporto con la Bielorussia, per valutare, con tutte le famiglie coinvolte,
e confidando nella solidarietà e nel dialogo con le associazioni
per l’accoglienza, la strada migliore da percorrere per portare
avanti la nostra battaglia d’amore che, in ogni caso, non finisce
qui.
NON CI DAREMO PACE FINCHE’ I DIRITTI DEI BAMBINI
IN ATTESA DI ADOZIONE NON SARANNO TUTELATI NEL PIENO RISPETTO DELLE NORME
DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E DEI RISPETTIVI PAESI.
Il Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia
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Comunicato CAI
(24/1/2008)
WWW.COMMMISSIONEADOZIONI.IT
Bielorussia - aggiornamenti (24-01-2008)
In data 22 gennaio 2008 si è svolta a Minsk la riunione del gruppo
di lavoro prevista dal Protocollo di collaborazione del 22 marzo 2007
tra il Ministero dell'Istruzione della Repubblica di Belarus e la Commissione
per le Adozioni Internazionali in materia di adozione di minori, allo
scopo di definire una serie di pratiche adottive risalenti nel tempo e
relative a minori ospiti di istituti che da anni frequentano le famiglie
aspiranti all'adozione nel corso dei soggiorni di risanamento.
L'incontro era stato più volte sollecitato da parte italiana alla
controparte bielorussa, al fine di verificare l'attuazione dell'intesa.
Alla missione hanno partecipato il Cons. Daniele Cabras, Capo di Gabinetto
del Ministro delle Politiche per la Famiglia, e la Dr.ssa Daniela Bacchetta,
Vice Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali.
Da parte bielorussa hanno partecipato all'incontro il Vice Ministro dell'Istruzione,
Signora Kovalova, e la Responsabile del Centro delle Adozioni di Minsk,
Signora Pospelova.
Entrambe le delegazioni sono state assistite da funzionari dei rispettivi
Ministeri degli Esteri; in particolare, la delegazione italiana è
stata accompagnata dal Ministro Plenipotenziario Vincenza Lomonaco.
Nel corso della riunione, la parte bielorussa ha espresso con chiarezza
la determinazione delle proprie Autorità politiche, e segnatamente
del Presidente della Repubblica, di considerare definitivamente chiuso
il capitolo delle adozioni internazionali.
Si tratta della conferma esplicita di quanto emerso nella fase attuativa
del Protocollo, che ha visto la realizzazione, da parte dei competenti
organi bielorussi, di poche adozioni, sulla base di criteri del tutto
arbitrari. In particolare, le procedure di riesame delle pratiche giacenti
presso il Centro per le adozioni internazionali di Minsk prima della data
del 12 dicembre 2005, con l'eccezione di tre casi, si sono concluse negativamente
sulla base di motivazioni assolutamente generiche, spesso in contrasto
con la realtà dei fatti e comunque inconferenti con i contenuti
del Protocollo e della stessa Convenzione dell'Aja. Si è inoltre
verificato che le poche procedure relative all'inserimento di minori bielorussi
nell'elenco relativo alle adozioni internazionali positivamente istruite
a livello locale attraverso il coinvolgimento di una molteplicità
di soggetti sono state bloccate dal vertice politico, nella persona del
Ministro dell'Istruzione, senza addurre alcuna motivazione.
Tanto constatato, la delegazione italiana ha peraltro proceduto ad esaminare
ogni singola procedura, contestando il metodo seguito e le motivazioni
addotte, quasi sempre incoerenti con il contenuto del Protocollo, sulla
base delle quali le domande di adozione sono state respinte.
La parte italiana, nell'esprimere il più vivo disappunto per l'arbitraria
interpretazione del Protocollo e per l'attuazione meramente formale dello
stesso, ha sottolineato che ciò manifesta la volontà della
Bielorussia di non attuare la Convenzione de L'Aja anche nei rapporti
con l'Italia, non tenendo fede agli impegni assunti con il Protocollo
e frustrando le aspettative di centinaia di minori bielorussi e di altrettante
famiglie italiane, che negli anni hanno instaurato forti legami affettivi
con il sostegno e il favore delle stesse Autorità bielorusse, dei
Direttori degli Istituti e dei Tutori dei minori, che hanno costantemente
avvalorato la prospettiva dell'adozione.
La delegazione italiana ha altresì rimarcato che tale atteggiamento
avrà sicuri riflessi sulle relazioni bilaterali, innanzi tutto
sul piano della cooperazione umanitaria, che deve sempre svolgersi nel
pieno rispetto dei diritti dei minori.
La Commissione per le Adozioni Internazionali si riserva, previa consultazione
degli enti autorizzati e dei coordinamenti delle famiglie coinvolte, di
assumere adeguate iniziative, anche con riferimento alle procedure di
adozione in corso ovvero decise in senso sfavorevole.
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