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Adozioni in Bielorussia |
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| Iniziative Coordinamento Chi ha sottratto la bambina bielorussa
al suo stesso Paese e da settimane umilia pubblicamente la nostra condizione
di genitori altrettanto in pena per i bambini che vivono lontano da noi,
oggi ha rifiutato l’ultima mediazione. Siamo preoccupati. Aprendo la televisione, sentendo la radio, leggendo i
giornali, chiunque può avere l’impressione che l’Italia
intera giustifichi la sottrazione dei minori di altre nazioni, protegga
chi lo fa, e che ne vada anche fiera. Siamo preoccupati per il nostro Paese, ma per questo, scegliamo di non metterci sullo stesso piano di chi lo danneggia, per questo confermiamo la scelta di rivolgerci alle nostre Istituzioni. Abbiamo avuto l’assicurazione che il Governo italiano, ora che è stata superata la fase di assestamento, ha dato da subito la priorità, tra i problemi da risolvere, alla vicenda delle adozioni in Bielorussa, e se non si fosse verificato questo caso di sottrazione di minore, che ha preceduto tale urgente iniziativa, la diplomazia a quest’ora se ne starebbe già occupando. Oggi, a colloquio con il Sottosegretario alla Famiglia Acciarini, chiederemo la conferma che le adozioni sospese dei bambini e ragazzi bielorussi siano tuttora La Priorità, perché i bambini che non vorrebbero lasciare le famiglie italiane sono purtroppo tanti, come tanti sono coloro tra noi che, sopprimendo l’istinto di tenerli stretti a sé, ad ogni partenza li presentano in aeroporto e, trattenendo le lacrime, colmano di rassicurazioni questi piccoli pendolari tra le storie e gli affetti di due Stati. Abbiamo richiesto un’audizione urgente
presso la Commissione Affari Sociali in Parlamento; durante l’audizione
presenteremo la necessità di avere il sostegno dei rappresentanti
del Popolo italiano perché, nell’interesse di tutti i bambini
coinvolti, vengano prese urgentemente iniziative, sia per la soluzione
del caso di Cogoleto, che per le adozioni dei bambini bielorussi che le
attendono da troppi anni. Vorremo inoltre rendere chiaro che quanto sopra scritto
non deve far sentire le famiglie aderenti al Coordinamento come immobilizzate
forzatamente nell’attesa di un via libera; ciascuno di noi, nella
propria sfera personale e lavorativa, può contribuire a respingere
l’attacco delle dis-informazioni deformate e pietistiche di questi
giorni. Così come stanno facendo sempre più psicologi ed
assistenti sociali, ad esempio (tra gli altri, consultate www.solaris.it),
che espongono pareri professionali in merito all’intera vicenda,
in modo da riequilibrare lo scempio della verità supportato dai
cosiddetti “opinionisti” in modo inesatto, frettoloso e spettacolarizzato.
Le famiglie delegate Vi segnaliamo l’iniziativa delle Associazioni Cittadini del Mondo e Sardegna Belarus che chiedono la liberazione di Maria ed il ripristino della legalità (www.sardegnabelarus.it)
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