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12 settembre 2006
COMUNICATO STAMPA INVIATOCI DALL'AMBASCIATA BIELORUSSA IN ITALIA SUI FATTI
DI GENOVA
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Ambasciata
della Repubblica di Belarus nella Repubblica Italiana
COMUNICATO STAMPA
Con riferimento alla recente discussione nei mass media
italiani, relativa al caso di una minorenne bielorussa sottratta da una
famiglia italiana dei coniugi Giusto – Bornacin che l’avevano
precedentemente ospitata per i soggiorni climatici, va tenuto presente
quanto segue.
La Repubblica di Belarus conferma la sua profonda riconoscenza alla Repubblica
Italiana per l’impegno delle istituzioni, associazioni e cittadini
italiani che nei vent’anni trascorsi dalla tragedia nucleare di
Chernobyl hanno offerto al nostro Paese un considerevole aiuto nella protezione
dei nostri bambini dalle conseguenze dell’inquinamento radioattivo
del territorio bielorusso. Sino ad oggi la Repubblica Italiana accoglieva
per i soggiorni temporanei di risanamento climatico circa 25 mila bambini
bielorussi annualmente.
In relazione a ciò, si coglie l’occasione per auspicare che
il caso citato, alquanto grave e singolare, non possa in alcun modo compromettere
il clima di reciproca fiducia e solidarietà che in tutti questi
anni ha contrassegnato la cooperazione umanitaria bilaterale.
In merito alle circostanze dell’accaduto, va rilevato che al verificarsi
dei sospetti sull’avvenuto maltrattamento, le Autorità bielorusse
ed italiane si sono immediatamente e reciprocamente impegnate per garantire
la più completa e urgente tutela della minorenne in piena conformità
alle norme della legislazione interna dei due Paesi ed ai loro obblighi
internazionali. Pur nessuna delle affermazioni che hanno motivato l’avvio
del meccanismo previsto dalla Convenzione de l’Aja del 5 ottobre
1961 fosse sinora confermata, ambedue le Parti hanno collaborato per garantire
un’adeguata tutela della minorenne.
Dopo l’adozione di un urgente provvedimento in proposito da un rispettivo
Tribunale italiano per i minorenni, la Parte Bielorussa ha esaurito tutte
le richieste avanzate dalla Parte Italiana allo scopo di assicurare la
continuità della protezione della bambina. In particolare, la Parte
Bielorussa ha immediatamente attivato le proprie Autorità competenti
nel campo di tutela e protezione dei minori: sono stati avviati gli approfondimenti
presso l’istituto di provenienza della minorenne, è stato
elaborato e comunicato al Tribunale italiano un dettagliato programma
di riabilitazione psicologica e sanitaria della bambina, sono state effettuate
le visite della minorenne da parte dei psicologi e medici bielorussi che
hanno accertato la sua idoneità al rientro in Patria. La Parte
Bielorussa ha garantito l’immediato collocamento della bambina presso
un centro riabilitativo specializzato, oltre a ciò sono state fornite
alla Parte Italiana una serie di garanzie aggiuntive: che la bambina non
fosse comunque fatta tornare all’istituto di provenienza, che la
Parte Italiana fosse regolarmente informata sui futuri sviluppi del suo
percorso riabilitativo e dei rispettivi approfondimenti presso l’istituto
di provenienza della minorenne, che nel suo rientro la minorenne fosse
accompagnata dal competente personale di psicologi, insegnanti e medici
bielorussi, che la Parte Bielorussa consentisse l’arrivo in Belarus,
insieme o dietro la minore, dei medici e psicologi italiani e dei componenti
della famiglia Giusto – Bornacin che l’aveva ospitata in precedenza.
Visto ciò e tenuto conto che per la durata del soggiorno temporaneo
all’estero la bambina è stata affidata dal suo tutore statale
all’accompagnatrice del rispettivo gruppo, le Autorità bielorusse
ed italiane hanno accordato la riconsegna della minore alle persone cui
essa era stata affidata dal tutore statale ed il rientro della bambina
in Patria entro la data prestabilita.
Eppure difatti ciò non è accaduto, perché già
da quattro giorni la bambina viene sottratta ai rappresentanti della Parte
Bielorussa dalla famiglia dei coniugi italiani Giusto – Bornacin.
Al momento la Parte Bielorussa non dispone delle informazioni precise
in merito all’attuale condizione della citata minorenne, il che
provoca in tutte le Autorità competenti bielorusse una forte preoccupazione
per la sorte della bambina.
Il menzionato gesto della citata famiglia si presenta in contrasto sia
alla legislazione bielorussa che a quella italiana ed è evidentemente
contrario a quanto ultimamente deciso dal Tribunale per i minorenni di
Genova in data 6 settembre u.s.
Per tale ragione la Parte Bielorussa ha assicurato alla Parte Italiana
che attualmente tutte le competenti Autorità bielorusse si stanno
impegnando al massimo allo scopo di scoprire l’attuale posizione
della minorenne e le sue condizioni, nonché garantire il suo tempestivo
rimpatrio, ed ha invitato le Autorità italiane a voler cortesemente
prestare a tale fine la Loro pregiata collaborazione in conformità
a quanto precedentemente accordato dalle Parti.
Nell’esprimere l’auspicio che una tempestiva risoluzione del
caso in oggetto possa contribuire alla minimizzazione del danno che esso
sta provocando all’immagine della cooperazione umanitaria bilaterale,
si rivolge l’invito a tutti quelli cui il caso della piccola bambina
bielorussa non ha lasciato indifferenti, anche tra i giornalisti italiani,
a trattarlo con massimo giudizio, evitando, in particolare, che l’uso
indiscreto dei dati non accertati possa risultare in qualche modo nocivo
alla stessa minorenne, cui serenità oggi dipende da come sarà
risolta questa delicata faccenda.
Roma, 11 settembre 2006
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