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Ministro della Famiglia
On. Min. Rosy Bindi
fax 06.6779.2986
e, p.c. Presidente del Consiglio dei Ministri,
On. Romano Prodi
fax 06.6779.3543
Oggetto: Ripresa urgente
delle attività inerenti la gravissima e perdurante situazione delle
mancate adozioni dei bambini bielorussi.
Gentile Ministro,
Ci rivolgiamo a Lei in quanto titolare della delega sulle
adozioni internazionali.
Abbiamo la speranza che, letta questa nostra, vorrà
confortarci sull’effettiva volontà di riprendere da subito
il dialogo precedentemente intrapreso con il precedente Ministro competente
in materia.
Scriviamo in nome delle centinaia di famiglie (genitori,
anche singoli, con figli, cugini, nonni) che, nel rispetto delle normative
esistenti, chiedono da tempo di adottare bambini bielorussi, e che si
sono riunite dall’inizio del 2005 nel Coordinamento Famiglie Adottanti
in Bielorussia.
“QUANDO MI VENITE A PRENDERE?”
E’ la domanda che ormai da anni ci fanno i bambini
che amiamo, riamati, che la maggior parte di noi frequenta per vari mesi
all'anno, e che ci aspettano negli orfanotrofi, nella case famiglia, dove
siamo costretti a rimandarli al termine di ogni soggiorno di risanamento
dalle radiazioni di Chernobyl.
Da circa due anni siamo purtroppo coinvolti in una grave
situazione che sta compromettendo la vita dei nostri figli e rendendo
la nostra vita un autentico calvario.
Facciamo parte della schiera di circa 30.000 famiglie
italiane che, ogni anno, ospitano per alcuni mesi l’anno uno o più
bambini bielorussi, per il risanamento dalle radiazioni.
Siamo i delegati nel dialogo con le Istituzioni italiane
di un Coordinamento di centinaia di famiglie di tutta Italia, giunte al
termine del lungo percorso per adottare i ragazzi bielorussi ospitati
(quasi tutti oltre i 10 anni), che sono soli al mondo e vivono in istituti
o case famiglia, perché ci siamo innamorati gli uni degli altri
e perché, soprattutto, loro non meritano di essere abbandonati
un’altra volta anche da noi.
Lo scorso anno, il Ministro per le Pari Opportunità
del precedente Governo ci ha concesso alcuni incontri e si è resa
disponibile, nei limiti della politica estera italiana, a far sottoscrivere
alla Commissione Adozioni, con il Ministero degli Esteri italiano, un
Protocollo bilaterale sulle adozioni tra Italia e Bielorussia, nel dicembre
2005, perché sembrava che quella fosse la richiesta del Governo
bielorusso per riprendere a svolgere le adozioni, interrotte nell’ottobre
2004, quando, con alcune sentenze già fissate presso i tribunali,
i papà e le mamme sono stati rimandati in Italia all’improvviso
senza i loro bambini.
Dal dicembre 2005 però si sono svolte solo 8 adozioni
delle circa 150 sospese ad ottobre 2004.
Decine di adozioni sono state rifiutate senza una valida
motivazione o non sono andate a buon fine per cause dovute al lungo tempo
passato invano.
Le ulteriori domande di adozione, la maggioranza, che
per volontà bielorussa di limitarne il numero annuo si sono accumulate
negli anni (e i bambini crescono…), sono bloccate in Italia, corredate
di tutti i documenti e tradotte, rinnovate di anno in anno, con i costi
che ne derivano, presso gli Enti autorizzati a cui, com’è
noto, le aspiranti famiglie adottive devono rivolgersi obbligatoriamente.
A noi famiglie non è dato sapere cosa provoca
questo stato di cose, né la Commissione Adozioni Internazionali,
più volte incontrata e sollecitata, ha il potere di risolvere da
sola la questione.
Siamo invece in balia di “soffiate”, “consigli”,
“promesse” e “richieste” provenienti da ogni dove,
siamo amareggiati, stanchi e profondamente e seriamente preoccupati per
la sorte dei “nostri” ragazzi.
Oramai, da pochi giorni, sono quasi tutti tornati in
Italia per restare da uno a tre mesi, ma le tensioni internazionali ci
rendono sempre più pessimisti. Chissà se, dopo agosto, rivedremo
più i loro sorrisi...
Noi crediamo che, pur in presenza di problemi gravi ed
importanti, sia giusto e doveroso cercare in ogni modo di superare vincoli
politici e burocratici, a volte frutto di una visione unilaterale della
realtà “Bielorussia”, per trovare una soluzione a una
emergenza umanitaria, che coinvolge circa 600 bambini ai quali viene ancora
negata l’ultima opportunità di avere una famiglia.
Siamo in costante contatto anche con dirigenti del Ministero
degli Esteri (Dir. Gen. V - Italiani all’estero e politiche migratorie)
che seguono con sensibilità l’evoluzione della vicenda, ma
siamo anche consapevoli che, senza un’azione rapida e incisiva decisa
a livello governativo, presto non sarà più possibile sperare
di restituire a questi bambini il sorriso e la speranza.
La preghiamo di non lasciar piu’ passare invano
neanche un solo giorno per riprendere ad affrontare la soluzione di questo
doloroso argomento.
La fine dell’estate potrebbe essere già
troppo tardi per tantissimi bambini col cuore già da tanto tempo
per metà italiano.
Siamo disponibili ad un incontro urgente nel quale poter
al più presto rappresentarLe compiutamente le nostre istanze.
Sperando in un cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.
Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia
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