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11 novembre 2005
ROMA: MANIFESTAZIONE PACIFICA DELLE FAMIGLIE A SOSTEGNO DELLA TRATTATIVA
E DELLA FIRMA DEL PROTOCOLLO
la manifestazione
resoconto
ringraziamenti
messaggi
di solidarietà
rassegna stampa
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ADOZIONI
17.45 11/11/2005
Da mesi o da anni sono in attesa di adottare bambini bielorussi, dai 7
anni in su, accolti nei mesi estivi o invernali. Oggi hanno manifestato
alla Commissione adozioni internazionali
ROMA - Si definiscono “famiglie fantasma”, perché da
mesi o da anni in attesa di adottare bambini bielorussi dai 7 anni in
su, accolti nei mesi estivi o invernali. Oggi hanno manifestato davanti
alla sede della Commissione adozioni internazionali, chiedendo in un incontro
con la presidente Capponi “di accelerare i tempi burocratici”.
Erano centinaia le persone (donne, uomini, coppie) arrivate da tutta Italia
per protestare in piazza Colonna. “La presidente Capponi ci ha ascoltato
lungamente, affermando che il protocollo bilaterale sulle adozioni in
Bielorussia è stato già vagliato dal Governo: sul documento
tecnico la riserva politica è stata sciolta il 4 novembre –
informa Francesca Perinelli, portavoce del Coordinamento famiglie adottanti
in Bielorussia -. Martedì prossimo l’ambasciatore italiano
in Bielorussia eseguirà una ricognizione presso il governo locale,
per verificare la possibilità della firma del protocollo, che potrebbe
avvenire entro la fine della prossima settimana. Se ci sarà questa
disponibilità da parte del governo bielorusso, la presidente della
Cai è pronta a partire”.
La firma del protocolli, tuttavia, non concluderà la vicenda, ma
per il Coordinamento “rappresenta l’emergenza assoluta per
porre fine a un’attesa troppo lunga, dopo più di un anno
di blocco e il fallimento di una missione politica due settimane fa, per
cause tutte italiane. Le famiglie richiedono a tutte le forze politiche
e istituzionali coinvolte che si adoperino, con la massima volontà
e concordia, affinché siano riaperte le adozioni subito e definitivamente”.
Infatti “è passato già oltre un anno da quando 150
bambini e ragazzi che stavano per varcare il confine come cittadini italiani
sono tornati a vivere nei loro ‘internat’. Molti di questi
bambini e ragazzi riescono ancora a passare qualche periodo l’anno
con le loro famiglie italiane grazie ai soggiorni di risanamento a seguito
della contaminazione radioattiva di Chernobyl”.
Il Coordinamento famiglie adottanti in Bielorussia è sorto spontaneamente
il 14 giugno scorso, riunendo alcuni genitori che accolgono in casa i
minori provenienti dal paese dell’ex Urss. Ogni anno approdano in
Italia circa 30mila bambini con più di 7 anni, nel periodo estivo
o invernale. “Nel caso in cui vivano in istituti, si viene a creare
con la famiglia di accoglienza un legame forte, uno scambio di usi e costumi
– riferisce Perinelli – e nasce la volontà di un rapporto
permanente con i bambini, fino a giungere all’adozione. Al momento,
più che un problema politico, sembra una questione burocratica.
Ma noi e i bambini non possiamo più aspettare; chiediamo di velocizzare
un processo e di poter garantire un futuro a questi bambini”. Per
informazioni e aggiornamenti, www.adozionibielorussia.org. (lab)
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